ESSERE SEMPRE DI FRETTA

La premura e l’eccessiva quantità di impegni, nella vita di tutti i giorni, ci provocano uno stato di fretta permanente, un continuo e costante ritardo che inizia al mattino per poi peggiorare, di conseguenza, al giungere della sera. Ciò ci fa dire sempre la solita frase “non ho tempo”. Per fortuna la realtà non è questa e la nostra esistenza non si limita, di certo, a più impegni e meno tempo. Se ci troviamo in questa condizione, forse è il caso di porre fine alla premura e toglierci quel fardello chiamato fretta.
Tenuto conto degli impegni lavorativi necessari per la sopravvivenza e il tempo che volontariamente e giustamente dedichiamo ai nostri salutari piaceri personali, in questo caso si fa riferimento a tutte quelle inutili attività, a volte per giunta inesistenti e surreali, che ci riempiono gli spazi vuoti della giornata con situazioni sgradevoli, pesanti e spesso evitabili. Questi spazi vengono riempiti non fino al bordo, ma ben oltre, proprio per non rischiare di ritrovarci fermi, con nulla da fare.
Soffermandoci per qualche attimo sulla nostra giornata, non sarà difficile accorgersi di quante cose inutili e prive di interesse abbiamo fatto e di cui avremmo volentieri fatto a meno. Ma allora perché le facciamo?
La verità è che non siamo noi a creare la necessità di queste attività, bensì la mente, in uno dei suoi principali schemi di sicurezza, per così dire. Generare fretta, infatti, le consente di restare indisturbata mentre la nostra attenzione è concentrata sul ritardo e sulle cose da portare a termine. In queste condizioni non troveremo mai il tempo per poter valutare la validità degli automatismi mentali, che pertanto restano liberi di agire e in completa assenza di controllo da parte nostra. La mente, così facendo, non ci offre alcuna tregua e, come un padrone troppo esigente, ci costringe a trottolare in lungo e in largo a volte anche senza meta precisa. Nel caso le sfugga qualche minuto libero non c’è problema alcuno, ignari ci fa pensare a quante cose dobbiamo fare dopo.
Il meccanismo è perfetto, non conosce lacune: non c’è il tempo per domandarci se davvero ci interessa o è necessario fare ciò che stiamo per fare. Assolutamente geniale.

Ebbene questa è la situazione, ma è meglio darci un taglio. Imparare a gestire le proprie giornate e la propria vita, tenere del tempo a disposizione per noi stessi, per rilassarsi, per essere in tempo per l’attività successiva e con la giusta condizione mentale ed energetica, evitando l’affanno condizionato o l’arrancare di fronte alle scene di vita quotidiana, è indispensabile per vivere una vita serena e godere al massimo del suo splendore.

È necessario scegliere le attività e, se ci rendiamo conto che sono troppe, valutarle bene e tenere per buone solo quelle indispensabili e quelle interessanti. Di primo acchito potrebbe sembrare assurdo, ma sappiate che è molto più assurdo complicarsi la giornata e sopravvivere in ritardo piuttosto che escludere, o semplicemente rinviare, ciò che non possiamo e, soprattutto, non vogliamo fare.

È solo un iniquo schema mentale che decide al posto nostro senza darci tregua, mascherando la nostra prigionia dietro le spalle del non c’è tempo per riflettere e capire, così, che non va bene.
Fermarsi e riflettere è il primo passo per uscire da questo ingiusto condizionamento e mettere in discussione automatismi e meccanismi rodati che, forse, non sono per noi davvero così utili e piacevoli come si potrebbe pensare.


Nessun commento:

Posta un commento