IL CONTROLLO DELLA MENTE

La maggior parte delle cose che facciamo non sono ciò che vorremmo davvero fare. Inconsciamente ed involontariamente ci affidiamo ad automatismi mentali che ci accompagnano verso obbiettivi che non ci appartengono, e tutto questo solamente per renderci simili agli altri. Ad oggi, pare essere più importante mescolarsi tra la massa piuttosto che emergere da essa e seguire una strada personale diretta verso il Noi Stessi, verso ciò che davvero vogliamo.
Questi automatismi non sono nostri, bensì fanno parte di un meccanismo indotto che impone regole ben precise, dove vige la legge del siamo tutti sulla stessa barca. Così facendo, la sofferenza viene intesa come una naturale e costante abitudine, che tutto sommato non viene percepita come un peso ma come una normale condizione comune. In realtà, non dovrebbe essere così, sarebbe necessario guardarsi dentro e comprendere che le sgradevoli situazioni o gli eventi negativi che caratterizzano la nostra vita non ci appartengono.
Per potersi accorgere di questo meccanismo, di questi automatismi mentali, e dare inizio ad un nuovo sistema personale concreto, cosciente e finalizzato, è opportuno sviluppare un forte e tenace controllo della mente.
Controllare la mente significa mettere in discussione ogni sua conclusione logica, ogni pensiero positivo o negativo, qualsiasi emozione e tutti i desideri che nascono a fronte della nostra esistenza. La mente non sempre ci pone davanti ad interpretazioni sbagliate, quindi non è affatto il caso di darle torto per partito preso. Pertanto bisogna occuparsi volta per volta di tutto ciò che da essa viene filtrato e prendere tempo, dedicarsi a fondo per capire se davvero è ciò che vogliamo oppure no.
Giocoforza della mente è proprio la mancanza di tempo, così non sussiste la possibilità di una sana valutazione della validità dell’automatismo stesso. Invece è proprio in quei meccanismi che si insidia la nostra prigionia.
Ad ogni pensiero è meglio valutarne il reale significato, se davvero è così importante o meno, non confondere un ricordo del passato con un evento che accade oggi, abbandonare forme di giudizio o pregiudizio mantenendo uno sguardo limpido sebbene attento, chiedersi cosa davvero vogliamo o cosa rappresenta solamente un desiderio da soddisfare. Tutto questo è indispensabile per dare la giusta importanza al nostro istinto, al nostro bisogno o al nostro senso del benessere.
Il sistema mentale produce continuamente desideri, per poi offrire strade da seguire per soddisfarli, ma ciò non implica che siano così importanti. Ciò che conta davvero è decidere. Essere noi a decidere se accettare o meno quei desideri e quelle strade. Quindi impariamo a scegliere, a decidere sul da farsi, a prenderci la responsabilità delle nostre azioni, in senso positivo o negativo che siano.
La strada verso la vera libertà, quella interiore, quella presente in ogni attimo della nostra vita, inizia proprio dal controllo della mente, nel farla tacere dopo averla ascoltata, nel darle spazio solamente quando siamo noi a volerlo, nell’evitare di viziarla o di farci da essa viziare. La mente, come un bambino, cercherà di ottenere sempre di più, di nutrirsi in continuazione delle nostre debolezze fino all’obesità psicologica, non ne avrà mai abbastanza e fintanto che noi restiamo succubi o fiduciosi nella sua buona fede avrà carta bianca su qualsiasi nostra azione o forma di pensiero.

Il controllo della mente non è escluderla dalla nostra vita, ma far sì che ognuno si prenda il posto che gli spetta. La mente va usata, non dobbiamo farci usare da lei, non ne ha la capacità e nemmeno la competenza. I suoi schemi e le sue emozioni sono ricreazioni infantili viziate e incoscienti.

Limitare i pensieri e la loro intensità, mettere in discussione gli atteggiamenti tipici ed usuali, evitare di giustificare le emozioni e discernere tra ciò che vogliamo e ciò che desideriamo. Ecco un buon inizio.


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