L'ATTACCAMENTO

La prima tra le malattie energetiche è sicuramente l’attaccamento. Tale malattia ci condiziona la vita in ogni momento, generando l’estremo bisogno dell’avere. La necessità costante e impellente di comprare e ottenere pregiudica le nostre azioni, che divengono, così, involontariamente ossessive e fuori da ogni possibilità di controllo da parte nostra.
L’attaccamento nasce dalle forme di rinuncia e repressione restrittiva del desiderio, di norma avvenute nel nostro passato soprattutto da bambini. Tale condizione provoca una sempre maggiore inclinazione al possedere che negli anni successivi si fa via via più incalzante. L’attaccamento rappresenta il possesso e da esso viene soddisfatto, quindi non ha nulla a che vedere con l’utilizzo o l’utilità, bensì si tratta di un mero ottenere e avere, anche se disinteressato e immotivato.

L’estremo desiderio di shopping, sia al maschile che al femminile, è certamente l’indicatore principale, così come il cambiare partner di frequente, la noia e l’apatia quasi fastidiose nelle faccende abituali, nello studio o nel lavoro, la gelosia nei confronti di persone di cui non siamo realmente interessati, l’invidia per chi ha qualcosa o qualcuno che noi non possediamo, anche se in verità sappiamo bene non essere così importante per noi, sono tutti sintomi dell’attaccamento. Si può aggiungere anche la necessità interiore di primeggiare e di essere considerati per quel che si fa piuttosto che per quel che si è, caso forse ancor più frequente.

A parte l’aspetto fastidioso che potrebbe provocare in chi ci sta di fronte, non ci sarebbero particolari problematiche di sorta, purtroppo, però, questa malattia energetica, al pari delle altre, viene somatizzata dal corpo così da provocare nel campo fisico degli scompensi più o meno gravi. L’attaccamento viene esteriorizzato nel corpo con disfunzioni legate alle ghiandole surrenali, inoltre può provocare malanni, dolori o patologie riguardanti le gambe, i piedi, le ossa in generale e l’intestino crasso. Ogni squilibrio o disfunzione in tali organi è la conseguenza dell’attivazione dell’attaccamento.

L’unica cura energetica possibile è il distacco. Per distacco si intende la comprensione cosciente dell’inutilità di quanto si vuole ottenere e della conseguente condizione di breve soddisfazione, priva di qualsiasi necessità.
Ciò non significa che è indispensabile rinunciare, anzi è quantomeno importante evitare ulteriori rinunce e restrizioni repressive, proprio per evitare di sovraccaricare e amplificare la malattia stessa. Piuttosto è bene essere coscienti della condizione di attaccamento, rendersi consapevoli della situazione e dall’azione che percepiamo espandersi dentro di noi come un bisogno impellente, e successivamente fare la scelta che più sentiamo positiva, cioè ottenere per trovare il distacco in un secondo momento, nel caso l’attaccamento abbia mantenuto la sua morsa, oppure distaccarsi fin da subito, evitando l’azione stessa, ma in questo caso deve essere una scelta per cessazione del bisogno e non certo per rinuncia.

L’attaccamento ha radici profonde, si rende, pertanto, necessario un lavoro a lunga gittata per poter annullarne gli effetti, dovuti a molti anni di rinunce e condizionamenti derivanti da un sistema che ci assedia continuamente, ogni giorno con esempi sempre più convincenti e a volte anche fin troppo difficili da scoprire. Con pazienza, costanza, presenza e un po’ di attenzione, piano piano si possono ottenere risultati eccezionali, anche insperati, e, a livello fisico, vi accorgerete di come le patologie andranno via via scomparendo senza alcuna privazione.


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