IL BENE E IL MALE

Il bene e il male sono lo specchio del giudizio più profondo e ogni scelta, decisione o quant’altro della nostra vita si fonda sui principi dell’uno o dell’altro. Il bene o il male possono essere intesi come modelli di esempio nella nostra esistenza, oppure possono esserne l’obiettivo, ma intervengono come giudizio anche nelle situazioni meno interiori, legandosi alle condizioni e agli eventi, o alla valutazione di eventuali oggetti materiali di uso più o meno comune. È importante, però, soffermarsi e indugiare sulla loro essenza, chiedersi se davvero esiste il bene e la controparte, il male, o se si tratta solamente di modelli mentali indotti, generati per condizionare i nostri percorsi di vita personali.
Se diamo per scontato che il bene e il male esistono, allora appare evidente che tutta la nostra vita e tutte le nostre scelte non avrebbero in realtà alcun senso. Se lo scopo fosse quello del bene, ogni decisione dovrebbe apparire logicamente semplice, senza alcuna necessità o sforzo da parte nostra. Tutte le azioni, di chiunque, sarebbero stimolate a fin di bene se non altro per utilità, così tutti saremmo agevolati all’ingresso in Paradiso. Tuttavia, quello che si dice essere il male caratterizza la gran parte dell’esistenza umana in questo mondo, c’è ovunque e ricopre ogni angolo remoto della vita, anche laddove può risultare tutt’altro che utile. La sua diffusione è strabiliante e di certo si può dire che è più vicino all’estinzione il bene, piuttosto che il male. Ciò è a dir poco contraddittorio rispetto ai principi sui quali si fondano.

Mettendo in discussione la loro esistenza, invece, si può giungere ad una ipotesi interessante, cioè che il bene e il male siano semplicemente degli schemi mentali artificiali, creati e indotti dalla mente e dal collettivo allo scopo di toglierci la libertà decisionale, condizionando le nostre scelte personali e schiavizzandoci ad interessi che in fondo non ci appartengono. In tal caso, però, la domanda è intuitiva e prende forma in un dilemma quasi immediato che pone l’accento sull’utilità di tale schema mentale e quale ne possa essere il vantaggio per la mente. Sebbene assurdo e per certi versi inconcepibile, in realtà la mente necessita del nostro dolore. Il dolore abbassa e sporca le nostre vibrazioni, ci lega alle situazioni con l’attaccamento prolungando situazioni già concluse da tempo, influenza lo stato d’animo delle altre persone inducendole al rancore e al giudizio, può farci vivere l’abbandono nel momento in cui riteniamo di non essere capiti, genera paura, sia in relazione alla solitudine, sia intesa a livello di responsabilità, inoltre il dolore ci obbliga, senza remore e senza condizioni, alla sua diffusione globale, permanente e continuativa su tutti i fronti, distruggendo qualsiasi azione positiva e macchiando la buona fede collettiva. Sintetizzando al massimo, il dolore è paragonabile ad un virus e siamo noi il suo mezzo di diffusione. Alla mente serve proprio tutto questo, perché è di questo dolore che si nutre, delle sue conseguenti basse vibrazioni, per intensità e qualità, che produciamo quando stiamo male.

In realtà, il bene e il male non esistono, sono solo schemi mentali indotti e prodotti dal collettivo, o meglio dalla mente del collettivo, allo scopo di garantirsi nutrimento, e giustificando l’automatismo con dimostrazioni quantomeno insane. Infatti, la mente ci insegna fin dai primi anni che ciò che è male non è bene, quindi se un’azione non è buona allora è cattiva, e, in egual modo, se una azione è buona allora tutte le altre sono cattive.

Questi concetti mentali sono erronei e tendenziosi, difatti promuovono il dubbio dove solo una è la scelta migliore, anche se a ben vedere non c’è motivo di escludere a priori la possibilità di più scelte e tutte positive. Purtroppo siamo troppo abituati al fatto che se non è bianco allora è nero, se non è maschio allora è femmina, se non è positivo allora è negativo oppure se non è giovane allora è vecchio, se non è nuovo allora è usato. Con questa mentalità basata sul fasullo siamo destinati ad una esistenza dove per esserci la vita ci deve essere la morte. Nulla di più assurdo e inverosimile.


Il bene e il male non esistono, esistono solo gli aspetti individuali e collettivi, che hanno valenza variabile, non giudicabile e mai assoluta. Sono solo temporanei punti di vista.


Nessun commento:

Posta un commento