IL DUBBIO

I dubbi sono senz’altro i nostri più assidui compagni di viaggio. Ci seguono ovunque, in ogni occasione affiorano con le loro tesi, le loro paure e le loro interpretazioni. Ad essi ci affidiamo e diamo credito come fossero l’amico più fidato, quell’amico che secondo noi mai ci tradirebbe, quello sincero e protettivo nei nostri confronti. Ma così non è, i dubbi sono un nemico dal quale guardarsi bene le spalle.
Di fronte a delle scelte, il dubbio sorge spontaneamente e il suo intervento influenza considerevolmente le nostre decisioni. Dì per sé non è sbagliato avere il dubbio, tuttavia è del tutto erronea la sua natura e la radice da cui trae origine.

Se prendiamo in considerazione alcuni aspetti della nostra mente, ci possiamo facilmente accorgere di quanto è radicato in noi il concetto della dualità come espressione degli opposti. Infatti, per la nostra mentalità, è automatico che se qualcosa non è positivo allora è di sicuro negativo, oppure se non è maschio allora è femmina, se non è buono allora è cattivo e se non è giusto allora è sbagliato, e così via. Ma è proprio la concezione binaria della dualità a determinare l’inaffidabilità del dubbio.

Prendendo come esempio i colori, se dovessi affermare che un determinato colore non è bianco allora per la mentalità dubbiosa quel colore è il nero, cioè quel colore che rispecchia le caratteristiche opposte rispetto al bianco. Così facendo, però, si esclude simultaneamente tutta la gamma di colori, comprese le loro splendide sfumature. La mente, nel dubbio, ci limita così ad un mondo e ad una vita in bianco e nero

Ciò vale per ogni scelta o decisione che incontriamo nel nostro cammino, dove il dubbio ci offre un sistema valutativo erroneo, basato su un principio non veritiero che sostiene in modo accademico, e quasi profetico, la concomitanza di due fattori, di cui uno sicuramente giusto ed uno certamente sbagliato. Inoltre, non ci da affatto certezza sul quale sia, in tal caso, il fattore corretto tra i due.

La verità è che il dubbio non esiste.

Ora potrebbe sembrare assurdo, ma se entriamo in alcuni casi specifici si può considerare in modo più appropriato lo scopo del dubbio. Nel caso in cui la scelta dovesse ricadere su due possibilità, delle quali una il ricevere una grossa somma di denaro e l’altra perdere una grossa somma di denaro, è evidente che la decisione non riconosce alcun dubbio, mentre se la prima opzione consiste nel ricevere una certa quantità economica in oro e la seconda una stessa quantità ma in petrolio allora il dubbio affiorerebbe immediatamente. Come si può agevolmente notare, il dubbio non ci sfiora nemmeno quando una possibilità è positiva e l’altra è negativa, tuttavia ci impone la sua presenza nel momento in cui entrambe le soluzioni sono positive, o entrambe negative. Ciò significa che il dubbio nasce laddove non avrebbe motivo di esistere.

Dì per sé non sarebbe un problema, se non fosse per il fatto che alla luce di un dubbio la scelta apparirà successivamente sempre sbagliata: se abbiamo deciso per la prima soluzione allora, nel tempo, quella giusta era la seconda, oppure se abbiamo optato per la seconda quella giusta era la prima. Da ciò il naturale senso di malessere e la radicata sfiducia in noi stessi davanti ad ogni scelta o decisione, pressati dalla mente dubbiosa che infrange sistematicamente la nostra libertà decisionale.

Di fronte al dubbio, pertanto, non v’è dubbio: sono entrambe soluzioni positive o entrambe negative.

Infine, si può concludere facendo una sostanziale differenza tra il mettere in discussione le possibilità e il dubbio. È buona cosa mettere in discussione tutto, anche sé stessi, con libera coscienza e senza pregiudizi, ma è decisamente sconsigliabile trasformare tale condizione in dubbio, lacerando così ogni possibilità di scelta come unico traguardo possibile.

Due condizioni positive, o negative, possono coesistere. Senza dubbio, è meglio non escluderlo.


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