IL GIUDIZIO

La terza tra le malattie energetiche è il giudizio. Per certi versi è di sicuro la più facile da rilevare e non oppone particolare resistenza ad una eventuale analisi, ma, sebbene semplice da scovare, rimane comunque piuttosto complessa e radicata, legata a molteplici forme di manifestazione che si esprimono in altrettante situazioni completamente diverse tra loro.
Il giudizio è di sicuro la malattia energetica più diffusa che di norma ci accompagna già dai primi anni di vita e ci viene programmata inconsciamente o volontariamente dalla famiglia, dalle istituzioni, dalla società e da ogni genere di attività che in qualche modo possa influenzarci.

La forma più comune e semplice da trovare è il giudizio nei confronti delle altre persone, ad esempio amici, colleghi, parenti, come anche nei confronti di passanti e sconosciuti. Inoltre, ancor più prepotente è il giudizio verso sé stessi, il quale, se tanto più forte e radicato, genera il pregiudizio verso il mondo esterno.

È importante, però, non confondersi e non credere che questa sia la sua unica forma espressiva. Il giudizio, infatti, trova nido anche in altre situazioni molto meno immediate, come ad esempio la scelta dei vestiti da comprare o da indossare, nell’invidia o nella gelosia verso altre persone più o meno a noi vicine, nell’insicurezza e nel dubbio di fronte alle scelte e agli eventi che insinuano la nostra vita, nella scelta del partner, nel valutare la nostra vita e la nostra condizione quotidiana simile, oppure opposta, a quella che ci viene imposta dai media che istintivamente e mentalmente governano ogni nostra azione, negli atteggiamenti e comportamenti che assumiamo come ideali per partito preso, sebbene senza mai aver eseguito una vera e propria analisi per valutare la validità o veridicità della loro natura, nelle spropositate regole che imponiamo e che regolarmente non possono essere rispettate. Questi, ovviamente, sono solo gli esempi più comuni e maggiormente diffusi, ma ci sono tantissime altre forme espressive che dovrebbero essere prese in considerazione, scendendo nella profondità della loro origine.

Come nel caso dell’attaccamento e del rancore, anche il giudizio è una malattia energetica che provoca manifestazioni patologiche e disequilibri a livello fisico. In questo caso si possono riscontrare problematiche che riguardano la ghiandola del pancreas, anche a distanza di tempo; appartengono al giudizio tutti i disturbi legati al sistema digestivo, al fegato, alla milza, allo stomaco e all’intestino tenue. Pertanto, in presenza di tali disfunzioni, possiamo avere la certezza di essere di fronte alla manifestazione del giudizio insito in noi.

L’unica cura possibile è il perdono. Il giudizio infatti trae origine da errori, sbagli o provocazioni del passato che non abbiamo perdonato o che non ci siamo perdonati. Eseguire un percorso a ritroso nella propria vita, navigando con distacco tra i ricordi più offuscati e nascosti che ci appartengono, consente di esaminare quelle situazioni ed eventi scatenanti che non abbiamo ancora risolto e che hanno fatto scaturire la forma del giudizio nelle sue espressioni. Il nostro passato è zeppo di tali situazioni, comportamenti e atteggiamenti, tanto da passare quasi inosservate, come fossero normali. Ebbene, è proprio su queste che si rende necessario concentrarsi e perdonare, oppure perdonarci, eventuali dolori provocati volontariamente o involontariamente.

Infine, concludo dicendo che il giudizio ci toglie la possibilità di scegliere e di vivere in armonia con tutto ciò che ci circonda. È una malattia generata dalla mente per farci sentire piccoli e soli, mentre agli occhi del mondo ci mostriamo forti e sicuri, allontanandoci ancor più da chi ci può sostenere ed aiutare.
La conseguenza del giudizio, infatti, è la solitudine, cioè il primordiale fallimento.


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