LA NOIA

Ci sono momenti nella nostra vita in cui ci possiamo sentire attanagliati dalla noia, bloccati da una sensazione di stallo generalizzata, dove gli stimoli vengono meno. In quegli attimi, di brevi o prolungati che siano, non riusciamo a trovare pace, mentre un bagaglio di pensieri negativi ci corrisponde un percettibile senso di fallimento. In verità, la situazione in quei casi è positiva, ma è necessario capirne il significato per rendersene conto.
Quando subiamo l’influenza della noia, nella maggior parte dei casi ci sentiamo spenti, legati ad una discutibile condizione di passività e psicologicamente imbavagliati, così da non trovare alcuna possibile via di fuga, restando costretti ad una staticità di eventi piatti e simbolicamente privi di significato. Nasce in noi il desiderio di cambiamento e diviene necessario “fare qualcosa” per uscire da quel malessere profondo, sebbene appena percettibile. Cerchiamo quasi disperatamente situazioni stimolanti e, se non le troviamo, ci inventiamo condizioni negative che abbiano il compito di offrirci una spinta, ricreiamo catartici eventi che sono solamente il frutto della nostra fantasia e specificatamente adattati alla realtà, allo scopo di generare uno shock mentale dal quale sentirci obbligati ad uscire. Potrebbe essere una soluzione quantomeno plausibile, se non fosse che tali fantasie entrano irrimediabilmente in gioco nella vita reale, nei rapporti con le persone e tra gli eventi delle nostre giornate, colpendo anche ci vive accanto. È abbastanza evidente che non abbiamo un diritto così superlativo, tanto da decidere e governare l’esistenza di chi ci circonda, addirittura senza nemmeno chiederne il permesso. Quindi, è da considerare tale soluzione inefficace e irrispettosa, da evitare senza alcun ripensamento già a priori.

In effetti, la noia rappresenta uno stato nel quale sono stati raggiunti tutti i nostri obiettivi principali e il loro fluire, in senso stabile e positivo, ci provoca la necessità di perseguire nuovi progetti e nuovi risultati. Questa voglia profonda di cambiamento è naturale, fa parte del nostro essere e nasce dal nostro basilare e continuo bisogno di miglioramento, bisogno da intendersi, in questo caso, come positivo stimolo alla crescita, ovviamente.

Pertanto, se veniamo colpiti dalla noia non abbiamo motivo di leggerne aspetti negativi, bensì è da rilevare un raggiungimento positivo, proficuo e gratificante, da tenere in considerazione e dal quale ripartire sotto nuove spoglie. Operare modifiche alle situazioni durante i periodi di noia è assolutamente da evitare, in quanto, se tutto va bene, l’unica modifica possibile è l’opposto, e tutto andrà male. È molto meglio lasciar andare la noia lungo il suo percorso, senza interferire ed evitando qualsiasi malessere ingiustificato. Osservarla e comprendere i successi e le vittorie che porta con sé è di fondamentale importanza, utile anche per dirigere l’attenzione sui prossimi obiettivi e sui futuri bersagli.

Diamogli credito e diamogli spazio, la noia è il nostro attimo di luce.

La noia va’ intesa come un traguardo, nel quale riposare e ristorarsi, e dal quale ripartire con nuova energia per proseguire il nostro cammino.


1 commento:

  1. Io invece credo che la noia nasconda sempre la paura di rimanere con se stessi: la mente si sente impaziente, "non produce", non agisce, non fa qualcosa, che poi è invece un fare fine a se stesso. Come dice Osho occorre distinguere tra "fare" e "agire": la prima opzione è sterile, è ripetitiva, è compulsiva, non sfocia in nulla di concreta, è un riempitivo dei nostri tempi e spazi mentali; la seconda opzione è la direzione, è il focus, come la piccola areola del laser, decisa e finalizzata, in cui non interviene la mente con la sua agitazione e le sue proiezioni, esitazioni, aspettative etc. Capisco che forse l'autore dell'articolo voglia intendere la possibilità di capovolgere un apparente status di inerzia per trasformarlo in energia positiva, tuttavia io dò alla noia l'accezione di cui sopra, laddove non c'è più creatività e soprattutto si viene a contatto di aspetti della vita già ampiamente superati e trasformati da una coscienza già evoluta.

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