IL VITTIMISMO

È una malattia energetica che colpisce la maggior parte di noi, spesso ne siamo consapevoli, ma altre volte no. Risulta inoltre difficile riconoscere il confine tra vittimismo e giustificata lamentela, tanto differenti per forma quanto simili nell’aspetto. Sebbene offra conseguenze rilevanti, è una malattia energetica che di norma non viene considerata pericolosa, stabilendo come soluzione sufficiente una risposta di per sé simile all’ironia. Tuttavia, sarebbe consigliabile porre maggiore attenzione ed intervenire il prima possibile, onde evitare un duro prosieguo che potrebbe lasciare impronte ben più marcate.
Il vittimismo nasce dalla congiunta azione di due malattie energetiche, quali l’attaccamento e il rancore, che combinate insieme manifestano tale forma complessa. Si esprime con una dirompente e profonda convinzione personale, che dona la certezza della propria condizione di parte lesa a fronte di eventi esterni.

Focalizzarsi sul vittimismo, per trovarne una soluzione ottimale, è totalmente inutile. Le sue radici sono indirette, quindi sparirà solamente dopo aver sradicato l’attaccamento e il rancore dalla nostra vita; quelli devono essere i principali bersagli. Pertanto, la cura necessaria è il distacco insieme alla fiducia, non esiste altro modo o via alternativa.

Il vittimismo si esprime in due forme differenti: diretto o indiretto.
Il vittimismo è diretto quando si manifesta immediatamente in risposta all’evento generante. A prescindere dall’entità e dalla vera natura del caso, ogni azione o reazione a cui assistiamo apparirà negativa e dannosa nei nostri confronti. Il vittimismo indiretto, invece, è una forma più complessa e più evoluta che consiste di una prima fase iniziale, dove si manifesta volontariamente una spiccata predisposizione a leggere ogni evento come positivo, quanto la capacità di interpretare la buona fede nelle altrui azioni o reazioni negative subite, ciò per scaturire poi, in una seconda fase, nella sua naturale forma diretta, amplificata e caratterizzata dal rinfacciare continuamente situazioni passate, inizialmente ignorate e non considerate volontarie.

Lo scopo principale del vittimismo è quello di generare il nostro malessere interiore, boicottando così una possibile presa di coscienza, e contemporaneamente fomentare il senso di colpa nelle persone che si relazionano con noi, stimolando, di conseguenza, il loro giudizio e abbandono.

Se riteniamo, pertanto, di soffrire di tale malattia energetica, è opportuno trattenere eventuali intenzioni negative e moderare le caratteristiche lamentele, operando, nel frattempo, sulle cure disponibili per l’attaccamento e il rancore, cioè distacco e fiducia.

Se, invece, ci troviamo di fronte a persone che mostrano chiari segnali di vittimismo, è necessario scoraggiare ogni sua forma ed evitare qualsivoglia atteggiamento di rinuncia, da parte nostra, a favore di un nostro conseguente senso di colpa, ingiustificato ed immotivato, nonché profondamente distruttivo.


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