PICCOLO TRATTATO ALCHEMICO SULLA VITA E SULL'ESSENZA

“Sebbene il tuo respiro ti faccia credere d’esser vivo, null’altro potrebbe dimostrare se tale pensiero ha motivo d’essere. Ritieni, infatti, che quanto tocchi sia reale, e lo è, ma ciò differisce dall’esistenza.
Essere non è esistere. Tutto ciò che vedi e tocchi è reale, ma ciò che è reale c’è, ciò che è vero semplicemente esiste. Pertanto, tu sei reale, ma ancor non vero.

La verità vien dopo l’essere, proprio come l’esistenza vien dopo la realtà. Ora ti credi vivo, tuttavia non lo sei in quanto solamente reale. La realtà, l’essere, è indispensabile tragitto per raggiungere la verità, per grazia della Sofia, o conoscenza. Ad essa, nel momento propizio, ti unirai in filosofico matrimonio, tanto da manifestare tale unione nel vero, nell’essenza.

Ad oggi, la tua essenza c’è, e il suo essere è oscurato in quanto brilla di luce buia. Difatti, noi stessi portiamo in grembo due luci una luminosa ed una buia, quando splende quella scura allora siamo nel senso di essere, quando invece brilla quella luminosa, che sempre arde, allora diveniamo nella nostra essenza, ciò a dire che ci rendiamo manifesti nella verità, nel nostro esistere.

Detto ciò, non temere la morte, per come la intendi, in quanto non è reale. D’altro canto amala perché è la porta che ci separa dal vero. Tuttavia è giusto ammettere, per correttezza, che tale porta non sempre è aperta, così, quando chiusa, ritorniamo in questo mondo reale ma non vero. Ciononostante, è possibile aprire quella porta anche in questa realtà, grazie al gran magistero, che altro non è che l’opera della natura rettificata.

Ecco dunque che si rivela il necessario: ora sei morto perché reale, poi sei vivo perché vero.

Invero, però, è da intendere la parola nel verso giusto. Morto indica ciò che viene prima della vita, e non il contrario, come di norma ci hanno insegnato a credere. Pertanto, considera il tuo essere, perché sei al Principio, che viene prima dell’Origine.

Se questo intendi, non solo nelle mie parole ma in ciò che arde oltre la voce, allora avrai di certo compreso quanto voglio dirti, e sarà facile per te procedere nell’opera tua senza indugio e privo di dubbi nel proposito.

In queste righe ti ho esposto la direzione, ciò che scese e ciò che deve salire.”

Proelio
Maestro della filosofica arte


Nessun commento:

Posta un commento