SOFIA: LE VIE DELLA CONOSCENZA

Da sempre l’essere umano si è posto come obiettivo il raggiungimento di Sophia, la Conoscenza. Eppure, a tutt’oggi, questo traguardo sembra ancora ben distante. Nonostante le scoperte scientifiche, che si susseguono a ritmi elevatissimi, e il diffondersi di discipline spirituali in maniera sempre più ampia, la beneamata Sophia ci appare sempre più lontana ogni qualvolta pensiamo di averla raggiunta. In verità, le porte della Conoscenza non sono poi così difficili da aprire, però è necessario prima comprendere che cos’è e quale sia la giusta via da seguire.

Il termine Conoscenza significa raggiungere concretamente e in profondità il nome, ciò a dire l’essenza non visibile della manifestazione visibile. In effetti già la parola stessa offre una indicazione chiara del suo significato: svelare ciò che sta dentro la forma apparente, l’intangibile, nonché il motivo della sua esistenza.

L’oramai famosa frase conosci te stesso indica proprio questa condizione, cioè entrare dentro la propria esistenza, nel profondo del proprio essere, concretamente. Appare perciò evidente che conoscere sé stessi implica rivelare la propria natura, che al contempo è anche la natura di tutto ciò che esiste. Scoprire il segreto del meccanismo esistenziale permette di possedere l’unica vera legge divina che governa la vita, la morte e ciò che sta fra queste. È il principio primo e ultimo, quello che consente di spiegare il big bang, ciò che c’era prima e ciò che stiamo vivendo nel poi.

L’uomo ha intrapreso differenti strade per risvegliare la sua Conoscenza, ciò in quanto tanto più avanzava l’evoluzione altrettanto si allontanava la Sophia dalla chiarezza. Consapevoli di questa svantaggiosa situazione, vediamo quali vie effettivamente si pongono lo scopo della Conoscenza, quali le caratteristiche di ognuna di esse e le possibilità dei traguardi concessi.

Quattro sono gli ambiti a cui fare riferimento, e sono i seguenti:
la Religione
la Scienza
la Spiritualità
la Filosofia

Le religioni offrono approcci abbastanza estremistici, fondati sulla preghiera e sulla supplica verso uno o più Dei, a seconda dei casi. Presuppone l’esistenza di entità superiori che consentono la nostra esistenza, ma che al contempo giudicano il nostro operato. Chi più chi meno, tutte le religioni si basano sulla Fede e lasciano ombra sull’intelletto e la logica razionale; ciò è un problema visto che la Legge Universale deve per forza di cose dimostrare entrambi gli aspetti. Questa lacuna, purtroppo, ci impedisce di uscire dal guscio e ci costringe ad una visione quantomeno parziale, di giusta o sbagliata che sia. Non bisogna, però, giudicare male la fede e chi la segue, essa nasce dal nostro essere più intimo, pertanto sarebbe offensivo e irrispettoso non considerarla importante.

La scienza, invece, pone l’accento sull’esatto opposto, forgiando leggi e principi che diano la possibilità di calcolare la natura materiale. Anche in questo caso la visione è parziale, in quanto si affida solamente al visibile, escludendo l’esistenza di Forze Maggiori non tangibili. Questo è il motivo del fallimento scientifico sulla Legge del Tutto, basti pensare allo stesso essere umano del quale, seppur scientificamente sezionato fino all’atomo, e oltre, la scienza non è ancora stata in grado di spiegare e dimostrare chi è colui che percepisce la vita. La scienza classica e moderna si sono totalmente allontanate dalla domanda più importante per la quale sono state create e dal loro fallimento ha preso spazio la quantistica, che però sta riproponendo gli stessi errori, scadendo nella formulazione anziché procedere nella semplificazione. Purtroppo, è necessario comprendere che in realtà l’esistenza è la legge, e non ciò che subordinatamente la rispetta.

Le discipline spirituali sono una risposta differente rispetto le due precedenti. Essa pone lo sguardo su sé stessi, cercando di penetrare i segreti nascosti dietro i personali recinti emozionali ed energetici. Confida sia nella materia che nella fede dando loro egual misura, nonostante non si ponga domande altrettanto complesse quanto la religione e la scienza. Tali pratiche si suddividono i diverse categorie, a seconda dell’idea di partenza: meditative per il raggiungimento del silenzio mentale e del vuoto, energetiche per lo sviluppo e l’evoluzione in termini vibrazionali, occulte per uno studio più metodico e rituale lontano dai comuni approcci classici, sciamaniche per lo sviluppo medico erboristico e con particolare interesse verso i sogni lucidi (partendo dal presupposto, tra l’altro corretto, che la vita è in effetti un sogno e può essere vissuto in maniera lucida, cosciente), e infine le pratiche di stregoneria per il richiamo di entità superiori alle quali affidarsi come adepti. Tutte queste discipline hanno il pregio di considerare l’unità della materia con la non-materia, ciò nonostante cadono facilmente nel fanatismo e troppo spesso degradano nell’eccesso perdendo il passo. Se è vero che diversi maestri hanno raggiunto i primi livelli di illuminazione, è altrettanto vero che la maggior parte dei praticanti sono tuttavia meccanici nel seguire gli insegnamenti e le risposte di questi non sono sempre chiare e concrete. L’astratto è un limite consistente della via spirituale che ha mietuto moltissime vittime, e continua tuttora. Sebbene il potenziale sia molto più concreto di fede o scienza, di norma la Conoscenza viene persa di vista con ancor maggiore facilità, dando però la convinzione d’averla raggiunta.

La filosofia, infine, è la via più veritiera ma anche la più difficile da seguire. Intanto, è da intendere la filosofia per quella che è in realtà, cioè Amore per la Conoscenza, evitando di interpretarla come la classica forma poetica astratta di chiacchieroni che ben sanno accostare le parole e i controsensi. I veri filosofi sono i maghi, gli alchimisti e i maestri di qabbalah, di certo lontani dai pensatori studiati normalmente nelle scuole. La difficoltà nella via filosofica è l’interpretazione dei testi, scritti in forma ermetica per analogie ed enigmi, e la possibilità di affidarsi a maestri veri, che davvero conoscano i segreti filosofici. Ad oggi è sconsigliabile intraprende tale strada, molti sono i ciarlatani e troppo pochi i veri conoscitori dell’arte. Inoltre, è facile perdersi lungo il percorso e finire sospesi tra il buio del fallimento e l’oblio delle convinzioni. In assenza di una guida, fra l’altro, è quasi impossibile avere accesso ai segreti più nascosti, custoditi gelosamente e confidati solamente per via orale da maestro a discepolo. A parte la Grazia Divina, da non escludere, non esistono altri sistemi per ottenere la Conoscenza, se non con l’aiuto di un maestro dell’arte filosofica che l’abbia già raggiunta.

Qui sono state esposte tutte le strade possibili, la scelta dell’una o dell’altra è del tutto personale e quanto scritto deve servire solamente come esposizione, per una analisi sincera e concreta dei pro e dei contro nei vari casi. Va tenuto conto che ognuno avrà una propria particolare inclinazione ed è corretto seguire tale predisposizione evitando percorsi meno consoni. Per raggiungere la Conoscenza è importante il primo passo, che deve essere per forza verso sé stessi.


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